CAMMINARE NELLA MEMORIA
seconda edizione
SETTEMBRE-OTTOBRE
2025
MILANO
5 PERCORSI PER SCOPRIRE LA CITTÀ
E LE SUE PIETRE D’INCIAMPO
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28 settembre 11.00 | Piazzale Vincenzo Cuoco
DUE DENTRO AD UN FOCO
storie di pietra
attraversamenti urbani
sulle tracce delle pietre d’inciampo
progetto narrativo di e con Rosario Tedesco
da un’idea di Rossella Tansini
interventi musicali di Davide Ballanti, chitarra, Marta Brandolini, voce
e Elisabetta Danelli, violino
testo adattamento e regia di Rosario Tedesco
come partecipare
prenotazione obbligatoria | info@letracce.org (indicare nome e cognome e le date prescelte. Riceverete indicazioni sulle modalità di partecipazione e la conferma)
partenza | ore 11 (presentarsi con un quarto d’ora d’anticipo, consigliamo scarpe comode e portare acqua con sé)
In caso di maltempo o di altri imprevisti gli incontri si svolgeranno presso la Casa della Memoria (Via Federico Confalonieri, 14). Ogni variazione al programma verrà comunicata con il maggior anticipo possibile.
organizzazione
produzione TRACCE Associazione Culturale
con il sostegno di Fondazione Cariplo
in collaborazione con Casa della Memoria - Comune di Milano
con il patrocinio di ANED Milano / ANPI provinciale Milano / Associazione Figli della Shoah / Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC / Comitato Pietre d’inciampo Milano / Comune di Milano - Milano è memoria / Istituto Nazionale Ferruccio Parri Milano / Fondazione Memoriale della Shoah Milano / Teatro Elfo Puccini / UCEI
info/contatti
www.letracce.org / info@letracce.org
1. PROLOGO Piazzale Vincenzo Cuoco / a. Gershwin, They can’t take that away from me / 2. Franco Rovida (1903-1945) Piazzale Vincenzo Cuoco, 7 / 3. Michele Tarantino (1896-1945) Via degli Etruschi, 2 / 4. Via Laura Ciceri Visconti / b. Klezmer, Tumbalalaika / 5. Alfredo Winter (1935-1944) Via Sanfelice, 12 / c. Ilse Weber, Wiegala / 6. Bruno Valabrega (1907-1945) Via Strigelli, 4 / 7. Luigi Pietro Cappelletti (1894-1944) Via Perugino, 15 / 8. Palazzina Liberty (Parco Vittorio Formentano) / d. Tradizionale ebraica, Ani Ma’Amin / EPILOGO
DUE DENTRO AD UN FOCO
LA VITTIMA ADOTTA IL CARNEFICE
Confrontarsi con la memoria della città, interrogare ogni pietra, ogni passo, è il compito del narratore, che si distingue di fronte alla Storia sia dal testimone sia dallo storico. Il suo compito è quello di tagliare e cucire, soprattutto legare e recuperare il filo di discorsi mai uditi, suscitando sentimenti contrastanti, ponendo sotto la lente più fratture e dissonanze, che l’evidenza documentale della prova.
Con un attraversamento urbano traduciamo delle memorie su una mappa, riconnettendo insieme punti e linee, nomi e momenti che il tempo ha reso sfocati. Quella che prende forma è una vicenda fatta di storie – private, collettive, pubbliche, segrete – storie di vittime e carnefici: che talvolta si confondono nell’intrico di anonime segnaletiche e muti toponomastici; talvolta riemergono,
alcune a scapito di altre.
La storia corale evocata dalla nostra guida (che, come Virgilio con Dante nel celebre canto dedicato ai consiglieri fraudolenti, impone un silenzio riflessivo ai suoi compagni di viaggio) racconta di un legame diventato indissolubile: il carnefice non può più sfuggire alla sua vittima. Quella che viene fuori da questa esperienza attiva e partecipata, non è la storia di vinti e vincitori della seconda guerra mondiale, ma quella di uomini e donne, le cui tracce e destini hanno dato forma a un percorso per le strade della città che è simbolico e reale allo stesso tempo.
UN PERCORSO FATTO DI NOMI, PUNTI E PIETRE
Le pietre d’inciampo dei 5 percorsi trasportano spettatori e narratore alla scoperta di queste tracce che riguardano il destino dei sommersi e quello dei delatori, tracce che, emergendo lentamente dalla città, diventano le voci di una coscienza collettiva, fatta di contrasti, pietà e oblio.
Il percorso conduce necessariamente al cuore del dramma della storia recente, in un territorio dolente in cui per umanizzare la vittima e sottrarla all’oblio, non si può fare a meno di rievocare anche il suo carnefice, che nel nostro caso è spesso un suo vicino, frequentatore degli stessi luoghi, immerso nello stesso respiro della città. Memoria di questa coesistenza, il nostro percorso si spinge oltre le pieghe della storia passata, e tornando al nostro presente, non potrà sottrarsi a una nuova serie di domande: Com’è accaduto tutto ciò? Chi l’ha reso possibile? Chi ha partecipato? Perché questa passeggiata oggi è tanto importante? E noi, che traccia lasceremo nella città per i nostri posteri?
ROSARIO TEDESCO
Attore e regista, si è formato alla scuola di Luca Ronconi. Ha collaborato tra gli altri con A. Latella.
Per il cinema ha preso parte a importanti produzioni internazionali, recitando a fianco di Anthony Hopkins, Udo Kier, Michael York. Ha lavorato con compagnie multiculturali, con cui ha recitato nei più importanti teatri nazionali, dal Teatro Argentina di Roma, al Carignano di Torino e al Piccolo Teatro di Milano e in tournée per tutta l’Europa, da Kiev a Barcellona, da Hannover a Lione, recitando davanti a platee prestigiose come quella dell’Odéon di Parigi e del Festival di Salisburgo. Dal 2005 al 2011 è stato Gast Schauspieler in Germania.
Per il 2017 e 2018 ha diretto con Matteo Caccia il Festival Mosto (il succo delle storie), primo festival di narrazione mirato all’intreccio di esperienze, tra teatro, giornalismo e reportage e promozione del territorio. Con il progetto Doppio Sogno per Palermo. 5 quadri per la città, da lui stesso ideato e diretto, ha sperimentato un’idea contemporanea di Stadtspiel (teatro di città), sul testo di Arthur Schnitzler, prodotto dal Goethe-Institut Palermo e interpretato da Pasquale di Filippo.
Nel corso della sua attività professionale e di ricerca ha tracciato un personale percorso di teatro civile con gli spettacoli che vedono come protagonista la storia del XX secolo e della responsabilità individuale nei confronti della guerra e in particolare della Shoah (Il Vicario di Rolf Hochhuth, I Fisici di F. Dürrenmatt, Destinatario Sconosciuto di K. Kressmann-Taylor, In quelle tenebre – La verità è un intreccio di voci di Gitta Sereny, Due dentro ad un foco – storie di pietra progetto narrativo urbano).
programma
28 settembre | Piazzale Vincenzo Cuoco
5 ottobre | Corso XXII Marzo / Fontana Marinai d’Italia
12 ottobre | Santa Maria delle Grazie
19 ottobre | Basilica di Sant’Ambrogio
26 ottobre | Giardini di via Morgagni




